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A scuola di Opencoesione - E' partito anche nel Molise il progetto didattico del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica

Pubblicazione del 27 gennaio 2015

 
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A Scuola di OpenCoesione è un percorso innovativo di didattica interdisciplinare rivolto alle scuole secondarie superiori frutto di un accordo siglato nel giugno 2013 tra il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca [MIUR] e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica [DPS].

Tale accordo ha dato vita, nel corso dell'anno scolastico 2013-2014, ad una prima sperimentazione del percorso didattico su sette scuole italiane. Successivamente, nel  mese di giugno 2014, è stata firmata l'intesa tra il DPS e la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che coordina i Centri di informazione Europe Direct italiani, per l'avvio di una fattiva collaborazione tra Centri  Europe Direct aderenti all'iniziativa e le scuole, all'interno del suddetto progetto. Gli obiettivi sono quelli di facilitare il raccordo tra scuole e territorio, supportare l'avvio del progetto e l'animazione dello stesso, sostenere le scuole nell'organizzazione di eventi territoriali.  
A seguito del successo ottenuto, il progetto A Scuola di OpenCoesione è stato replicato per l'anno 2014-2015 coinvolgendo quasi tutto il territorio nazionale. E' stato aperto un nuovo bando a cui hanno risposto 173 scuole superiori e di queste 153 sono risultate idonee. Al termine della selezione, sono state ammesse al progetto 70 scuole di cui 49 nel Mezzogiorno e 21 nel Centro-Nord (ad esclusione del Lazio in cui 16 istituti partecipano ad ASOC 2014-2015 in virtù di uno specifico accordo con la Regione). Nel Molise sono state selezionate 4 scuole: IISS Giordano di Venafro, IISS Boccardi di Termoli, Liceo scientifico "M. Pagano" di Campobasso e Liceo scientifico "A. Romita" di Campobasso. A supportare l'intero progetto il Centro di informazione Europe Direct di Campobasso che, a sua volta, si è candidato ed ha superato la selezione. Coinvolto nell'attuazione del progetto anche l'Ufficio Scolastico Regionale per il Molise che condivide l'intero percorso. Nel mese di gennaio ogni scuola interessata ha organizzato almeno uno dei cinque moduli previsti. L'organizzazione delle attività prosegue senza soluzione di continuità visto che i tempi sono comunque stringenti.

Ma in che cosa consiste il percorso didattico di A Scuola di OpenCoesione? Promuovere principi di cittadinanza consapevole, attraverso attività di monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici e l'impiego di tecnologie di informazione e comunicazione a partire dai dati aperti (open data) pubblicati sul portale OpenCoesione (www.opencoesione.gov.it).

Il percorso didattico di A scuola di OpenCoesione dura 4 mesi e si articola in 5  tappe in classe (almeno 5 lezioni di circa 3 ore per lo sviluppo del progetto e lo svolgimento di alcune attività didattiche e progettuali ad esso correlate)  e almeno 10 ore di lavoro indipendente e/o di gruppo extra classe (una parte delle attività didattiche e progettuali sono svolte in autonomia dagli studenti singolarmente o in gruppo, durante o fuori l'orario scolastico).

Deve poi essere effettuata anche una esplorazione di monitoraggio (Monithon) sul territorio per raccogliere ulteriori dati e approfondire i temi della ricerca. Ogni classe dovrà poi realizzare un project work che verrà pubblicato sul sito di progetto e che costituirà l'elemento base di valutazione per l'assegnazione del premio finale. La tappa finale del percorso di ogni classe è rappresentata da un evento di presentazione del progetto sviluppato alla comunità territoriale e alle istituzioni locali.

Alla scuola vincitrice, tra le 70 scuole selezionate ed in competizione tra loro, la possibilità di compiere un viaggio di istruzione di 2 giorni presso la sede della Commissione  Europea a Bruxelles, che sarà finanziato dalla Rappresentanza in Italia della stessa Commissione.

A Scuola di OpenCoesione consente quindi di migliorare l'informazione e la trasparenza dell'utilizzo dei fondi europei, in particolare dei fondi per le politiche di coesione, che utilizzano diversi fondi: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione e il Fondo sociale europeo (FSE). Essi, nel  loro complesso, formano oltre un terzo del bilancio totale dell'UE.

Obiettivo delle politiche di coesione  è quello di supportare le  nuove imprese innovative e le PMI, creare occupazione sostenibile, potenziare le competenze, combattere la povertà, promuovere l'inclusione sociale, fornire la banda larga a regioni isolate, contrastare la fuga di cervelli, migliorare l'ambiente, promuove l'efficienza energetica e l'uso di risorse energetiche rinnovabili, creare reti di trasporto di fondamentale importanza e rafforza il livello di  efficienza della pubblica amministrazione.
Nel periodo 2014-2020 saranno investiti nelle regioni italiane circa 43,8 miliardi di euro di fondi UE cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale, una quota significativa degli investimenti pubblici totali nel paese. Il nuovo periodo di programmazione finanziaria pone maggiormente l'accento sul miglioramento della capacità di gestione e la trasparenza dei fondi per ottenere il massimo impatto possibile. Una delle novità principali infatti prevede la definizione da parte degli Stati membri di obiettivi chiari, trasparenti e misurabili e parametri di responsabilità e di risultato: i paesi e le regioni dovranno annunciare sin dall'inizio quali obiettivi intendono raggiungere con le risorse disponibili e identificare esattamente in che modo misureranno i progressi compiuti in direzione di tali obiettivi. Ciò consentirà il monitoraggio regolare e la discussione sull'uso delle risorse finanziarie e significherà che per i programmi che presentano migliori risultati potranno essere resi disponibili finanziamenti addizionali (attraverso la cosiddetta "riserva di efficacia ed efficienza") verso la fine del periodo.

 
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