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Cosib, la Provincia ha depositato due ricorsi al Tar

Annullamento dell'elezione del presidente del Cosib e scioglimento degli organi amministrativi dello stesso Consorzio in attuazione della legge 8 del 2004 : la Provincia di Campobasso ha depositato questa mattina due ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale del Molise.

Coerentemente con le procedure attivate  in questi mesi, da novembre ad oggi, in merito alle note vicende che hanno coinvolto il Cosib, la Provincia di Campobasso ha depositato oggi al Tribunale Amministrativo Regionale del Molise due ricorsi avverso l'elezione del presidente e la mancata attuazione del dettato normativo di riferimento, la legge regionale 8 del 2004.

I due ricorsi sono stati illustrati dal  presidente della Provincia di Campobasso Nicola D'Ascanio nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina nella sala Giunta di Palazzo Magno.
"Richiamo l'attenzione sul punto di partenza di questa vicenda - ha spiegato il presidente D'Ascanio - e cioè l'accertamento delle irregolarità avvenuto attraverso i nostri uffici e grazie al lavoro attento messo in essere dalla Polizia Provinciale. L'indagine ha consentito la constatazione di palesi illegittimità nell'applicazione del dettato normativo regionale che regola l'attività dei consorzi, la legge 8 del 2004 e anche numerose irregolarità nella gestione dello stesso ente. Il lavoro responsabile e accorto, avvenuto all'interno delle competenze dell'Ente, ha consentito di accertare le modalità di gestione degli impianti in aperta violazione delle funzioni precipue del Cosib che avrebbero dovuto essere di salvaguardia dello sviluppo industriale. Invece le attività erano rivolte alla creazione di un vero e proprio business che si è concretizzato attraverso la raccolta di fanghi e percolato, compiti non citati nello Statuto e nel regolamento del Cosib stesso. Accertato questo e quanto questi fatti abbiano avuto pesanti ripercussioni, la Provincia ha immediatamente chiesto alla Regione Molise e al Cosib di dare seguito al dettato della legge 8 del 2004 e, conseguentemente, di procedere allo scioglimento degli organismi. 

La nostra prima richiesta risale a pochi giorni dai fatti giudiziari che hanno coinvolto il Cosib e il suo vertice. Con quella lettera - ha continuato il presidente Nicola D'Ascanio - abbiamo chiesto ufficialmente di sciogliere il Cosib, di commissariare l'Ente e di affidare ad un commissario la gestione provvisoria del Consorzio la cui legge istitutiva, secondo noi, dovrebbe essere riformata al fine di renderla impermeabile rispetto ai tentativi di manomissione delle funzioni messi in atto fino ad oggi. Parlano gli atti e la storia - ha continuato ancora il presidente della Provincia - ma la Regione ha fatto orecchie da mercante pur avendo un quadro normativo di riferimento al quale ispirarsi. Certo, salutiamo favorevolmente la previsione, nella Finanziaria approvata dal Consiglio regionale, di una legge di riforma dei Consorzi da attuare entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del documento di programmazione economica della Regione Molise, fatto questo avvenuto il 4 febbraio scorso. Ci auguriamo che i termini siano rispettati ma, ad oggi, a livello regionale sul caso Cosib non è accaduto nulla se non atti di evidente continuità con l'operato dell'ex presidente Antonio Del Torto che  non è stato ancora sostituito.
 Gli attuali organismi del Cosib - ha spiegato il vertice di Palazzo Magno - stanno cercando di rimettere i coperchi sulle pentole scoperte dalla Magistratura. E' la chiave di lettura di alcune strategie che si prova a porre in essere come, ad esempio,  il tentativo di annullare i provvedimenti emessi da questo  Ente sia relativamente allo scarico dei reflui che in merito alla centrale turbogas. La Provincia conferma il proprio modus operandi all'insegna della verità concreta dei fatti e contesta le decisioni che ritiene illegittime come l'elezione del presidente Mascio avvenuta a metà febbraio pur in assenza del quorum necessario per procedere alla stessa. Ad aggiungere benzina sul fuoco dell'illegalità poi ha contribuito anche  l'individuazione del componente aggiuntivo del direttivo dello stesso Consorzio. E' un fatto sintomatico - ha concluso il presidente Nicola D'Ascanio - che il Comune di Termoli abbia assunto azioni di contestazione in merito all'elezione del presidente: è quindi evidente che quella elezione da noi giudicata irregolare sotto il profilo formale e per questo oggetto di uno dei due ricorsi al Tar, lo era anche sotto il profilo del buonsenso. A noi fa piacere che l'Amministrazione comunale di Termoli si sia ribellata rispetto alle modalità di elezione del presidente e del componente che ha integrato il Consiglio ma non basta. Anche il sindaco di Termoli dovrebbe chiedere l'abrogazione della legge che nel 2008 modificò il vecchio impianto normativo per far sparire Termoli dal Cosib. Il sindaco Di Brino sa molto bene che le modifiche legislative del 2008, se sono state funzionali ad escludere Termoli, non possono essere oggi utili a restituire alla città  il diritto di rappresentanza se non opportunamente modificate". 

Secondo il presidente Nicola D'Ascanio, "occorre creare un momento di discontinuità con quanto accaduto e con quello che si vorrà fare nel prossimo futuro: fatti questi possibili e concretizzabili attraverso una nuova legge, nuovi organismi e un confine più nitido e coerente sul piano territoriale onde evitare ingressi senza criterio, senza cognizione programmatica e senza idee inerenti lo sviluppo del territorio. Occorre una legge che vada oltre i Consorzi, che parli di distrettualizzazione, di sviluppo. Un impianto normativo che riesca a declinare concretamente l'integrazione territoriale, senza togliere a nessuno quello che è di ciascuno, con scelte ponderate e strategiche nel rispetto delle peculiari vocazioni. Un'idea di sviluppo, di sostenibilità che riesca finalmente a creare servizi reali per le imprese e la competitività necessaria per sfidare il futuro".
L'Avvocatura provinciale, rappresentata dal dottor Matteo Iacovelli, ha proceduto quindi a depositare al Tar Molise i due ricorsi in oggetto.
Il primo teso a sollecitare la Regione a dare applicazione alla legge 8 del 2004, il secondo in merito alle illegittimità relative alla convocazione del Consiglio del Cosib, all'elezione del presidente e alle procedure utilizzate per l'integrazione del Consiglio stesso.
Campobasso 28 febbraio 2011

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